Alleanza di opposizione: può alzare la testa?

Una delle principali notizie politiche di questa settimana è il rilancio dell’Alleanza di opposizione.

Per quest’anno si conferma che le candidature di Manolo Jiménez a Coahuila e di Alessandra del Morale per lui Stato del MessicoNon saranno solo membri del PRI, ma avranno anche l’appoggio del PAN e del PRD.

E entro il 2024, la novità più grande è questa sì, ci sarà un’alleanza nelle candidature sia per il Presidenza della Repubblica come il Sede del governo CDMX e che sarà il PAN a guidare e definire il processo di nomina degli alfieri dell’Alleanza.

Questo è il passo più importante che è stato fatto finora e ha diverse implicazioni.

Vediamoli nel dettaglio.

1- Coahuila ha ampie possibilità di essere vinta dall’Alleanza.

L’ultimo sondaggio di El Financiero dà all’opposizione Alliance un vantaggio di quattro punti su Morena. Tuttavia, questa differenza molto probabilmente si allargherà dopo le divisioni che sono sorte all’interno del partito al governo, dopo che Ricardo Mejía è stato nominato dal PT e che anche il PVEM ha un proprio candidato. Quindi considera che Manolo Jiménez diventerà quasi certamente il prossimo governatore di Coahuila.

2- Nello Stato del Messico sta per prendere forma un’elezione a porte chiuse.

Negli scenari senza candidati, solo citando i nomi dei partiti in lizza, l’Alleanza di opposizione è già leggermente avanti rispetto a Morena. Ma quando vengono citati i nomi di Delfina Gómez e Alejandra del Moral, la morenista ha un grande vantaggio perché il suo nome è più conosciuto.

Era già candidata una volta ed era a capo del SEP, quindi ha avuto una vetrina più ampia. È prevedibile che, nelle campagne, il vantaggio della conoscenza sarà diluito e le proposte e le personalità potranno essere confrontate in modo più accurato.

Il risultato delle elezioni nell’ente con la lista elettorale maggiore del Paese sarà estremamente influente sulla strada delle elezioni federali del 2024, per le quali sia il PRI che il PAN, che hanno struttura e macchina politica nell’ente, serviranno a pieno per affrontare Morena, quindi il risultato è ancora, a mio avviso, una prognosi riservata.

3- A Città del Messico ci si aspetta un’elezione molto competitivama con buone possibilità di essere vinta dagli avversari.

Considerando i deputati federali eletti nel 2021, l’Alleanza ha ottenuto più voti di quelli raggiunti dai candidati sostenuti da Morena e dai suoi alleati.

Se la candidatura dell’Alleanza a capo del governo è forte, potrebbe sconfiggere Morena nel 2024 nella capitale, che sarebbe un fattore di equilibrio se Morena dovesse vincere le elezioni federali.

4- La grande questione è nella candidatura dell’Alleanza alla presidenza nel 2024.

È notorio che le “corcholatas”, cioè le prospettive di Morena, siano più conosciute e abbiano simpatie maggiori rispetto ai nomi che sono stati citati tra gli avversari. Una grande sfida per il PAN – in quanto parte responsabile di questo processo, secondo quanto riferito – è stabilire un percorso che consenta la costruzione di una candidatura senza fessure. Questa potrebbe essere la grande differenza rispetto a Morena, dove sembra molto difficile per lei affrontare tutto questo processo senza divisioni interne.

Il grande svantaggio dell’Alleanza è che tra tutti i ricorrenti un nome non è chiaramente visibile che riesce a generare un livello di simpatia per pensare che sia chiaramente l’opzione migliore per affrontare Morena.

Ci si aspetterebbe che l’Alleanza non perda il suo slancio e che in tempi brevi il PAN annunci i meccanismi per la designazione del candidato ei tempi in cui la definirà.

Ovviamente la condizione è che sia un candidato gradito al PRI e al PRD, e solo alla base del PAN.

Vedremo se l’opposizione ha il talento necessario per tornare competitiva.

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