Il tribunale elettorale ‘salta’ di Edmundo Jacobo; Chiedono di restituirlo all’INE

Janine Otálora Malassismo, magistrato del Tribunale Elettorale della Magistratura Federale (TEPJF), proporrà la reintegrazione di Edmundo Jacobo Molina a capo della Segreteria Esecutiva dell’Istituto Nazionale Elettorale (INE).

Il funzionario della Camera Superiore del TEPJF ritiene che il licenziamento di detto funzionario, dall’entrata in vigore del “piano B” della riforma elettorale, È incostituzionale e minaccia l’autonomia dall’INE.

Per questo il magistrato chiesto di non applicare il diciassettesimo articolo transitorio del decreto pubblicato il 2 marzo nella Gazzetta Ufficiale della Federazione, che modifica, aggiunge e abroga diverse disposizioni elettorali.

Detto articolo avverte che “stante la modifica dei poteri della Segreteria Esecutiva, con l’entrata in vigore del presente Decreto, chi ricopre tale carica decade dalla carica dalla sua pubblicazione.


Per il magistrato, il Congresso dell’Unione non può determinare in una legge transitoria, la cessazione delle funzioni del Segretariato Esecutivo dell’INE, né stabilire parametri per detta autorità amministrativa per una nuova designazione.

“La Costituzione stabilisce espressamente che il capo della Segreteria Esecutiva dell’INE sarà nominato con votazione dei due terzi del Consiglio generale su proposta della sua presidenza”, taglia corto.

Nel progetto del magistrato, avverte che la decisione è applicabile solo ed esclusivamente a Edmundo Jacobo Molina.

Va ricordato che Al TEPJF sono finora pervenuti due ricorsi contro la cessazione delle funzioni di Edmundo Jacobo Molina, uno promosso dall’INE stesso e un altro dall’interessato.


Nella sua denuncia, l’INE ha affermato che la riforma viola la sua autonomia costituzionale e invade i poteri del Consiglio Generale nominare il capo della Segreteria Esecutiva.

Edmund Jacobo Molina ha accusato la violazione del suo diritto politico-elettorale di far parte dell’INE, parimenti, ha indicato che il predetto articolo transitorio viola il principio di uguaglianza a suo addebito.

Entrambi furono affidati alla magistratura di Janine Otálora Malassis. Finora, nessuno dei due casi è elencato per la risoluzione nella seduta pubblica di mercoledì, ma ciò potrebbe avvenire prima dell’inizio della seduta.

Il ‘piano B’ della riforma elettorale modifica vari articoli della Legge generale delle istituzioni e delle procedure elettorali, della Legge generale dei partiti politici, della Legge organica della magistratura della Federazione e viene emanata la Legge sui mezzi di impugnazione elettorale.

147 lavoratori INE promuovono una causa amparo contro il ‘piano B’

Un gruppo di 147 dipendenti INE promosso questo lunedì un processo di amparo contro l’eventuale licenziamento o riduzione di stipendio e benefici, in occasione dell’entrata in vigore del ‘piano B’ della Riforma Elettorale, promosso dal Presidente Andrés Manuel López Obrador

Nella loro richiesta, i dipendenti di INE, che vanno dagli amministratori delegati al personale operativo, ha chiesto la sospensione dell’applicazione di detta riforma legislativa ritenendolo incostituzionale e una violazione dei diritti umani e del lavoro dei lavoratori.

I denuncianti sono rappresentati da Rodolfo Martínez, capo della società Trusan & Roma Abogados, che ha dichiarato a El Financiero che Potrebbe essere a metà settimana quando il giudice che sono a conoscenza del caso determinano se concedere o meno la sospensione dell’atto preteso.

Si tratta del primo amparo a livello nazionale promosso dai dipendenti INE contro l’entrata in vigore della Riforma Elettorale, in vigore dal 2 marzo, dopo essere stata approvata il 6 dicembre dalla Camera dei Deputati e 22 febbraio dal Senato della Repubblica.

“Il motivo dell’amparo è chiedere ai tribunali federali di sospendere l’applicazione della norma a coloro che hanno firmato questa causa amparo, poiché stabilisce una serie di condizioni che ne favorisce il licenziamento e la revoca dei benefici”, ha affermato il ricorrente.

Ha spiegato a questo media che la legge prevede un programma di compattazione per la struttura del servizio elettorale professionale e le aree amministrative, che si cerca di evitare. “In sintesi, la protezione è tale che non vengano eseguiti e non togliere benefici come l’assicurazione per le spese mediche importanti”, ha aggiunto.

Ha sottolineato che il fatto che il licenziamento dei denuncianti non è stato consumato, Non è un impedimento alla promozione di questo tipo di risorse legali.in quanto si tratta di una “norma autoapplicabile” perché sono già in corso di predisposizione atti concreti per realizzare un nuovo assetto amministrativo.

“Chi è dipendente dell’INE è già sotto diretta richiesta, con la semplice pubblicazione della norma, di far parte di quella ristrutturazione e conseguentemente l’INE dispensa dai suoi servizi”, ha aggiunto.

Ha sottolineato che nel caso in cui le persone vengano licenziate c’è il rischio che non ricevano il risarcimento previsto dalla leggepoiché l’INE non dispone di una fonte affidabile di finanziamento a tal fine.

L’avvocato Rodolfo Martínez, ha assicurato che è previsto nei prossimi giorni i gruppi di dipendenti promuovono nuove cause amparo.

Ha ricordato che una stima del consigliere Ciro Murayama prevede il licenziamento di 7.000 dipendenti INE. “Quello che il Consigliere non ha detto è che coloro che restano vedranno ridursi reddito e benefici”.

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