Tra 13N e 27N è il 20 novembre

Date di contrasto che passeranno alla storia della Patria contemporanea – o almeno rimarranno a lungo nell’immaginario collettivo – sono già il 13 e il 27 novembre. Con la semplicità ormai consueta, pare che di origine gringo dopo quel tragico 11 settembre, siano addirittura conosciuti rispettivamente come 13N e 27N.

Non è necessario aggiungere altro per sapere a cosa si riferisce ogni coppia di cifre che precede la lettera N. Sicuramente evocano una data. Ma anche qualcos’altro. Fatta eccezione per la grande disinformazione su ciò che sta accadendo oggi, il messicano comune sa a cosa allude ogni data.

Una di queste date, riferite come l’altra al presente 2022 per finire, è identificata con dignità di cittadino e valore civico. Corrisponde a un atteggiamento che si propone di riprendere l’adempimento del dovere politico, ordinariamente così dimenticato. Allude alla preoccupazione causata dalla caduta netta nell’autoritarismo e nell’antidemocrazia, che ricordano il burrascoso passato che consideravamo superato.

Quella stessa data fa pensare, ugualmente, al rifiuto di essere trascinati, ai regali umilianti o all’appello. Allo spirito di essere e sentirsi liberi, al di fuori di legami vergognosi. Nello stesso tempo che la coscienza rimprovera di essere stato omesso, inadempiuto in materia di doveri civici.

Coscienza che ripensa con angoscia, ancora e ancora, come se cercasse di trovare una spiegazione e un’espiazione: come mai siamo rimasti sorpresi? Chi sono i responsabili della debacle? Quando l’incubo sarà finito – perché è meglio che finisca, e presto – come potranno i responsabili essere ritenuti responsabili dei danni causati dal disastro? Quali misure sarà necessario adottare per proteggere il Paese ed evitare che in futuro ricada in miraggi che conducono al baratro?

Non è necessario specificare la data alla quale corrispondono i dati e le caratteristiche sopra menzionate. Cioè, se sono più strettamente legati a coloro che hanno una mentalità e una posizione più vicine a 13N o 27N. Ognuno arriva alla propria conclusione. Passiamo ora a un curioso confronto storico.

Come avvenne nel 2022, anche nel 1910 il 13 e il 27 novembre dello stesso mese erano domeniche. E anche il 20 novembre. Cosa ci dice quest’ultima domenica? Forse niente di specifico, ma l’occasione per fare un paio di osservazioni e una riflessione finale.

Sarebbe stato l’ideale se la marcia del 13 novembre fosse stata programmata per svolgersi meglio in un giorno pieno di simbolismo come il 20 novembre. Che era anche domenica! come nel 1910! Ne ho parlato con un amico legato all’organizzazione 13N e lui mi ha detto che questa possibilità era stata presa in considerazione, ma doveva essere esclusa perché quel giorno sarebbe stata l’apertura della Coppa del Mondo. Oh va bene.

Ogni messicano sa, o dovrebbe sapere, che il 20 novembre era la data scelta da Madero perché il popolo, come richiesto nel Piano sanluiseño pubblicato il 5 ottobre 1910, si sollevasse in armi. I dati sono curiosi. In primo luogo perché, a quanto si sa, è l’unica ribellione della nostra storia la cui data è stata annunciata pubblicamente e in anticipo. Ed era anche domenica. Come scrive ironicamente uno storico: “Alzarsi in armi di domenica è pigro”.

Ebbene, due mesi prima, ai sontuosi festeggiamenti del Centenario, il 15 settembre 1910, il vecchio dittatore Porfirio Díaz sembrava forte e imbattibile. Non c’era nulla che suggerisse che 66 giorni dopo sarebbe iniziata la sua fine accelerata. L’autocrate avrebbe potuto benissimo convocare una manifestazione contro la rivoluzione per una settimana dopo il 20, cioè per il 27 novembre 1910, come fece ora uno che occupa la stessa posizione ed è anche un autocrate, e disse che nella capitale ha ha riunito più di un milione di messicani che gli hanno dato il loro sostegno. Nessuno gli avrebbe creduto allora, né adesso, tranne quelli che vogliono ingannare se stessi. Non c’è dubbio che la storia è circolare.

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